| PREFAZIONE
Ci sono tre categorie di esercenti che più di altre spingono
i clienti a chiedere pareri o addirittura a confessarsi spontaneamente,
quella dei Tassisti, quella dei Barbieri (o parrucchieri) e quella
degli edicolanti. Tranne quello con il tassista, incontro occasionale
che dura pochi minuti - sufficienti però a ricevere od
elargire "perle di saggezza" - quelli con il parrucchiere
e con l’edicolante sono incontri frequenti che il tempo
trasforma in amichevoli e perciò confidenziali.
Delle tre quella dell'edicolante, nell'immaginario
collettivo, appare come la categoria più affidabile; l'equazione
è la seguente: "vende i giornali, quindi è
informato, quindi il suo è un parere autorevole".
Si da' insomma per scontato che chi vende i giornali li legga
anche, ma nella stragrande maggioranza dei casi non è così;
quindi l'opinione dell'edicolante vale (poco o tanto) come quella
di qualsiasi altra persona.
Roberto non fa eccezione, è
un giornalaio come tanti altri, si alza alle 4 del mattino sei
giorni su sette, si occupa della sua edicola per 11 e anche 12
ore al giorno, poi torna a casa, stanco, ma sereno, sorridente
e disponibile per le "sue" tre donne.
Davanti a lui, in piazza Sant'Andrea delle Fratte, a pochi
metri dalla Basilica dove nel 1842 la Madonna apparve all'ebreo
Alfonso Ratisbonne convertendolo, ogni giorno passano rappresentanti
di tutte le nazioni del Mondo. Alcuni comprano una rivista,
un souvenir, una scheda telefonica, un biglietto dell'autobus
o qualche cartolina... tutti poi (sia chi compra che chi
non compra) aggiungono anche una delle seguenti domande:
"dov'è Fontana di Trevi?", "Dov'è
piazza di Spagna?"
Roberto, visto il gran numero di volte che si trovava a ripetere
le stesse cose, le ha provate tutte: assumere un'aria severa per
scoraggiare le richieste; mettere un cartello con la seguente
scritta in più lingue: "non si danno informazioni
stradali"; poi ha provato a mettere un altro cartello con
due frecce, una per indicare Fontana di Trevi e una, rivolta
nella direzione opposta, per indicare piazza di Spagna.
Tutti rimedi da me benevolmente criticati e che comunque non davano
un buon esito; il primo non scoraggiava nessuno perché,
seria o non seria, la faccia di Roberto è sempre quella
di un "bonaccione"; il secondo veniva regolarmente ignorato
ed il terzo si prestava comunque alla richiesta di un supplemento
di informazioni.
La soluzione che infine Roberto ha adottato (e che tuttora è
in vigore) è quella di sorridere a tutti e dare le informazioni
nel modo più esauriente possibile, rendendo così
anche un servizio alla città... e come potrebbe essere
altrimenti per chi si trova al centro del centro del mondo?!
Se vi capiterà tra le mani questo libriccino
(non fatevi venire dubbi, si scrive propio così, con due
"c") e se non siete già vecchi amici di Roberto,
capitando in centro entro le 15, fermatevi davanti alla sua edicola
e, facendo finta di sfogliare qualche rivista, osservatelo e statelo
a sentire.
Roberto, dicevamo, come tanti altri suoi colleghi viene sollecitato,
ogni giorno, ad esprimere opinioni su fatti di cronaca, di politica,
di costume, ma - qui sta la differenza - lui, consapevole dei
propri limiti, interagisce con l'arguzia che troverete nei suoi
sonetti.
In pratica porta le persone, senza farlo intenzionalmente, a rispondersi
da sole e quindi a lasciare l'edicola con il giornale e con la
soddisfazione di aver avuto una buona risposta... chi non sarebbe
soddisfatto del proprio parere?
Volete il gossip? Roberto c'è.
Volete sapere come controbattere ai laziali in caso di perdita
della Roma? Roberto vi darà argomenti inoppugnabili.
Volete sintesi di cronaca e di politica? Roberto vi farà
esprimere e dopo (badate, non intenzionalmente) personalizzerà
filosoficamente il vostro pensiero e ve lo renderà indietro.
È un paraculo Roberto? Sì e no, comunque lui non
è consapevole di esserlo.
È buono, simpatico, generoso; amico e padre di famiglia
affidabile.
Le sue poesie, sonetti, prose o come altro le vorrete definire,
nascono tutte dalla vita; esprimono storie vere, narrano
di cose e persone delle quali Roberto offre uno spaccato per fermarne
l'essenza; così come tenta di fare un fotografo quando
ritrae un'alba o un tramonto.
Per me, che ritengo un privilegio avere Roberto per amico,
condividere con lui questo estratto del suo pensiero, è
un modo in più di volergli bene.
Ivano C. |